Lombardia autonoma, Italia migliore

di Alessandro Cattaneo*

In tanti, in questi giorni, mi chiedono perché sia importante il Referendum sull’autonomia del prossimo 22 ottobre. “Lombardia autonoma, Italia migliore” è la miglior sintesi possibile, ben più di uno slogan, che racchiude in sé l’enorme potenziale di questa sfida. Un po’ di chiarezza, innanzitutto, soprattutto in risposta a chi dice che il referendum consultivo non serve a nulla: il Tar ha bocciato i ricorsi di incostituzionalità, legittimando quindi una consultazione popolare che avrà effetti concretissimi, a partire dall’apertura di una fase negoziale strutturata e incisiva con il governo per ottenere maggiore autonomia fiscale. Qualcuno, in questo clima di generale sfiducia verso la politica, mi dice che tanto non cambierà nulla, come sempre. Credo che questo referendum sia invece indicativo di una buona politica che in campagna elettorale dice – Maroni nel 2013 si candidò con l’obiettivo di trattenere il 75% delle risorse spedite a Roma – e successivamente fa, perché proprio questo referendum servirà a raggiungere quell’obiettivo.

Quella del 22 ottobre è una sfida di tutti, degli amici della Lega così come di Forza Italia, che nasce e si fonda esattamente sul valore del federalismo fiscale di stampo berlusconiano così tanto osteggiato da una sinistra che invece ha sempre contrapposto un modello pesantemente statalista, iniquo, antiproduttivo. E’ una sfida di tutti i cittadini lombardi, perché prima ancora di chi la amministra, la Lombardia è l’orgoglio di chi l’ha portata e la porta ad essere tutti i giorni la vera e propria locomotiva del Paese e una tra le regioni più forti d’Europa.
Per questo i lombardi meritano uno Stato più giusto, che supporti l’eccellenza della Lombardia nei fatti, garantendo più risorse a chi amministra bene.
Meritocrazia e giustizia sono pilastri fondanti del tema posto da questo referendum: è giusto che una regione amministrata benissimo con un residuo fiscale record in Europa sia tartassata fiscalmente dallo Stato molto più di regioni in cui invece le scelte di chi governa hanno portato a buchi enormi, fallimenti e inefficienze? L’Italia fino ad ora è stata come una famiglia che aumenta la paghetta al figlio che sperpera tutto e contemporaneamente prende i soldi dell’altro figlio che invece lavora sodo e risparmia. No, non è giusto e il 22 ottobre la Lombardia lo dirà forte e chiaro mettendo al centro i valori del merito e della responsabilità.

Solo chi non crede in tutto ciò può avere paura di un referendum che dalla Lombardia manderà un messaggio forte all’Italia tutta: è il momento di svoltare, gli italiani devono essere governati da uno Stato più equo, che premia il merito e interviene dove le cose vanno male. Oggi, paradossalmente, è il contrario. E’ una sfida alla quale hanno risposto e rispondono in tantissimi rappresentanti delle Istituzioni e amministratori: insieme abbiamo il compito di condividere e promuovere il Sì, di condividerne e spiegarne le ragioni. Lo facciamo e lo faremo da qui al 22 ottobre con passione, con numeri e dati, con quella mobilitazione sul territorio che non manca mai in occasione degli appuntamenti importanti. Spiegheremo nelle piazze e nelle strade della Lombardia cosa potrà essere questo territorio una volta liberato dai lacci di uno Stato che deve cambiare. I cittadini devono sapere che è importante andare a votare e per questo abbiamo predisposto un calendario con tante iniziative su tutto il territorio della Regione, nessuna provincia esclusa. Anche i giovani sono della partita e stanno lavorando ad una iniziativa con i gazebo che si terrà il prossimo 30 settembre, così come stiamo organizzando un grande evento di Forza Italia per il 14 ottobre. Lombardia autonoma, Italia migliore: ce lo meritiamo e ce la faremo, insieme.

*Responsabile Comitati del Sì – Forza Italia Lombardia

Scuola, Lombardia sempre più all’avanguardia

di Mariastella Gelmini

I finanziamenti per il nuovo anno scolastico formativo, annunciati dall’assessore regionale Valentina Aprea, sono l’indicatore più efficace di un modello d’istruzione e formazione professionale all’avanguardia.
Sono tante le politiche di eccellenza: dal consolidamento del buono scuola per gli istituti paritari al contributo alle famiglie per l’acquisto dei libri di testo, dalla Dote disabilità per il trasporto e l’assistenza degli alunni disabili alla Dote merito per gli studenti più meritevoli. E ancora la formazione dei docenti 4.0 sull’innovazione didattica digitale, la prevenzione al bullismo e al cyberbullismo attraverso la formazione di 1400 docenti e, infine, il finanziamento di progetti di internazionalizzazione per studiare e lavorare nel mondo.

L’aspetto più importante delle scelte regionali riguarda il finanziamento di ben 231,6 milioni di euro per la formazione professionale e l’intera filiera professionalizzante. Oltre 14 mila ragazzi lombardi, infatti, hanno deciso di andare a scuola di mestieri e iniziare un percorso che potrà portarli all’apprendistato (dai 16 anni in avanti) e a qualifiche che vanno da operatori a tecnici del futuro, senza frequentare il percorso statale e corrispondere alle esigenze del tessuto produttivo regionale. Con il sistema duale, quindi, Regione Lombardia si afferma come regione sempre più europea.
Altrettanto sorprendenti sono i risultati attesi dalla Regione con queste politiche: 23 mila qualificati e diplomati nei percorsi di Formazione Professionale, 3 mila studenti apprendisti per il mercato del lavoro lombardo e 3100 super tecnici del futuro formati negli Istituti Tecnici Superiori (ITS). Si combatte così la disoccupazione giovanile e la dispersione scolastica e formativa.

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“Lombardia è ricerca”, premio al professore Giacomo Rizzolati

Complimenti al professore Giacomo Rizzolati per l’assegnazione del premio “Lombardia è ricerca”, istituito da Regione Lombardia con una dotazione di un milione di euro. Il premio, che prevede di destinare due terzi della somma assegnata a progetti di ricerca presenti nel territorio regionale, mira a rendere la Lombardia un punto di riferimento nazionale e internazionale della ricerca, della medicina e dell’innovazione. Un plauso, quindi, va anche alla Regione, al presidente Roberto Maroni e, in particolare, all’assessore Luca Del Gobbo per la lungimiranza di istituire, per la prima volta in Italia, un premio così importante e significativo.

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Intervista a Mariastella Gelmini

Gelmini: referendum, diciamo No a riforma che riduce spazi democrazia